lunedì 30 marzo 2015

Hart of Dixie chiude i battenti?


La notizia non è ancora ufficiale ma sembra proprio che la quarta stagione di Hart of Dixie sarà l'ultima. Quando cancellano su due piedi una serie che seguo, solitamente non posso fare a meno di pregare Thor affinché li prenda tutti a martellate. Eppure stavolta la notizia mi lascia alquanto indifferente. 



Hart of Dixie era partita come una serie frizzante e ironica sui luoghi comuni che i newyorkesi hanno sul sud degli Stati Uniti. L'idea di una donna nata e cresciuta nella Grande Mela che si trova catapultata in una cittadina dell'Alabama e che fa di tutto per farsi accettare sembrava una carta vincente. Il tutto era reso ancora più appetibile dalla presenza dell'antagonista di Zoe, ovvero Lemon. La sua rappresentazione della ragazza del sud legata alle sue tradizioni, tanto da diventare più maniacale della casalinga disperata Bree Van de Kamp è alquanto caricaturale ma efficace. 


domenica 29 marzo 2015

Letture varie

 L'importanza di essere Ernesto di Oscar Wilde


Umorismo inglese e ambientazione vittoriana. 
Cosa posso chiedere di più? 
Leggendolo ho notato che molti degli aforismi di Wilde sono tratti da questa divertente opera teatrale. Immagino quanto sarebbe bello vederla rappresentata in un teatro londinese, anche se forse avrei qualche problema con i giochi di parole che l'autore usa per tutto il corso dell'opera. In primis quello sull'aggettivo onesto e il nome Ernesto. 
Inutile dire che i termini bumburista e bumbureggiare sono ormai parte del mio vocabolario.



Pet Sematary di Stephen King.



Questo libro era da sempre nella mia wish list, o almeno da quando conosco la canzone Pet Sematary dei Ramones, che era appunto stata realizzata dalla famosa punk band proprio per l'omonimo film. In realtà già nel libro viene citata una canzone dei Ramones ovvero Rockaway Beach, sarà forse per questo che poi è nata la collaborazione per il film? 

Tornando al libro, parlarne senza fare spoiler non è facile. Dico solo che la scena del camion così come King la descrive è una delle più pesanti che io abbia mai letto. Ti fa davvero stare male, è una di quelle cose che sai resteranno per sempre impresse nella tua mente. E' incredibile come questo grande autore riesca a creare delle scene che hanno lo stesso effetto di un film, spesso migliore. Più che gli avvenimenti, ciò che colpisce è il senso di inquietudine che lascia dopo e che, anche a distanza di giorni, non vuole abbandonarti. Una cosa è certa: il Mago di Oz per me non sarà più lo stesso.